Benessere organizzativo e Self Management: ora sappiamo che la correlazione esiste!

Esiste una correlazione tra il benessere delle persone e la forma organizzativa delle realtà in cui lavorano? 
Sì! E ora ne abbiamo le prove!!

Come facciamo a rispondere con tanta sicurezza ad una domanda così spinosa? Grazie alla collaborazione di un network internazionale che coinvolge docenti dell’Università, artigiani delle organizzazioni che si sporcano le mani da anni sperimentando nuove forme di governance aziendale, pensatori e pensatrici di forme alternative e innovative di collaborazione professionale, il tutto messo al vaglio dal rigore del metodo scientifico

Calma, ripercorriamo le tappe!

Due anni fa in Indaco abbiamo iniziato a interrogarci seriamente sul legame tra i modelli organizzativi e il benessere delle persone, d’altronde “coltivare organizzazioni umane” è l’impatto che vogliamo avere nel mondo organizzativo e quindi parte integrante della nostra purpose! 

Per fare le cose fatte bene, e quindi procedere proprio “seriamente”, ci siamo rivolti al  Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e socializzazione dell’Università di Padova  per iniziare un percorso di analisi e osservazione di diversi tipi di organizzazione in Italia e nel mondo per testare empiricamente la correlazione tra la loro forma organizzativa e il benessere delle persone. (L’abbiamo presa davvero sul serio insomma ;)) 

In questo fantastico cammino di conoscenza ed esplorazione siamo stati guidati dalla Prof. Caterina Suitner, Professoressa Associata in Psicologia Sociale presso l’Università di Padova dove insegna Persuasione e Influenza Sociale, Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, e Social Networks e da Silvia Filippi, dottoranda in Psychological Sciences (Università di Padova), con il supporto di Kim Peters, Professoressa associata in Management all’Università di Exeter (UK).

Attraverso la loro conoscenza e competenza , abbiamo vagliato la validità di tante nostre idee, che fino a quel momento erano solo supposizioni o concetti  intuiti lungo il nostro percorso formativo in ambito organizzativo (e che  a noi non bastavano più).

Quali sono le domande a cui volevamo trovare risposta?

Come vi avevamo anticipato nella nostra precedente news  con questa Survey su Self Management e Well Being ci interrogavamo su:

  • il self management può avere un effetto positivo sul benessere di chi lavora in una organizzazione
  • Può influire sul work-life balance (equilibrio vita-lavoro)? 
  • Cosa spinge le persone verso il self management?  
  • Qual’è la relazione tra self management, purpose e coinvolgimento lavorativo? 
  • Può il self management portare ad un over-engagement? 

L’obiettivo con cui ci siamo lanciati in questo progetto infatti era di mettere il seme di un Osservatorio sul Self Management, non per arrivare a darne una definizione bianco/nero ma per posizionare le organizzazioni lungo un continuum evolutivo. La conoscenza teorica e l’esperienza pratica ci hanno insegnato infatti che il viaggio verso il Self Management …è proprio un viaggio, e ogni organizzazione può trovarsi in differenti tappe del viaggio in diversi momenti della propria vita organizzativa!

Il nostro desiderio quindi era ed è capire come questa evoluzione organizzativa impatti sulle persone che vivono le organizzazioni tutti i giorni. 

 

Andiamo ora a vedere gli step della ricerca realizzata fino ad oggi e come ci siamo arrivati grazie alle parole della Prof. Suitner e della Dottoranda Silvia Filippi.

 Innanzitutto rinfreschiamoci la memoria su cosa intendiamo come organizzazioni con approccio self management: 

“Le organizzazioni basate sul self-management (self-managing organizations) sono definite come organizzazioni con potere decisionale radicalmente decentralizzato. Tali organizzazioni rinunciano  in una certa misura alla verticalità gerarchica delle relazioni tra supervisori e subordinati e danno a tutte le persone che lavorano nell’organizzazione l’autorità di prendere decisioni cruciali. “ 

 

“Il comune assunto che le organizzazioni che adottano una struttura di questo tipo garantiscano livelli più elevati di benessere dei lavoratori rispetto alle organizzazioni con una struttura più gerarchica, non è stato mai verificato empiricamente prima d’ora”.

Questo è un punto fondamentale: non esistevano ad oggi ricerche su questo tema e questo ci ha spinti ancora di più a ricercare l’aiuto di ricercatrici e ricercatori di altissimo livello per poter arrivare a risultati affidabili e concreti.  

“Per verificare questa possibilità, ci siamo per prima cosa chiesti quali fossero le caratteristiche principali di un’azienda basata sul self-management. Abbiamo quindi svolto un focus group con persone che lavorano in questo tipo di aziende, di modo che le informazioni emergessero dalle loro testimonianze. Successivamente abbiamo sviluppato uno strumento (scala di misura a 10 domande) che valuti la percezione dei collaboratori e delle collaboratrici rispetto al grado di condivisione del potere decisionale nell’organizzazione in cui lavorano”.

A proposito del focus group: per impostare questo progetto abbiamo coinvolto in un focus group tutto il nostro network internazionale, per avere spunti da chi sta masticando il tema da anni, da chi ha già fatto tanti trial and error, e da chi ha scritto libri e ricerche. Si è composto un team unico con rappresentanti della Silicon Valley, di aziende autorganizzate da sempre come Morning Star, di aziende che lo praticano da anni e che stanno avendo impatto in settori difficili, e di piccole realtà italiane che viaggiano veloci nel 4.0.  La componente accademica ma anche “operativa” (nel senso che ha già messo molto in pratica) è stata rappresentata invece da Carlo Giardinetti della Franklin University in Svizzera. 

“Abbiamo quindi  indagato il legame tra percezione di self-management sul posto di lavoro e il benessere dei lavoratori e per farlo abbiamo strutturato un breve questionario e lo abbiamo distribuito a 1479 lavoratori residenti in Regno Unito e Stati Uniti.

I risultati hanno dimostrato che più le persone percepiscono che la loro azienda condivida il potere decisionale tra tutti i lavoratori e le lavoratrici più:

  • hanno una visione positiva dell’organizzazione
  • sono soddisfatti e coinvolti nel loro lavoro
  • si identificano con l’organizzazione e hanno un rischio ridotto di burnout.

Da questi primi risultati emerge quindi una correlazione molto forte tra gli elementi fondanti dell’approccio Self Management e il benessere dei lavoratori e noi siamo super soddisfatti del percorso fatto fino ad oggi.”

Potevamo fermarci qui? No, siamo degli instancabili del miglioramento continuo.

Il prossimo step della ricerca sarà per noi ancora più importante perchè abbiamo l’obiettivo di sottoporre la ricerca alle organizzazioni italiane con cui collaboriamo e coinvolgere a tutte quelle che vorranno partecipare alla ricerca.

Pertanto ecco la nostra call to action: siate parte attiva di questo processo di conoscenza!

Fatevi inserire nella lista di partecipanti alla Survey Self Management scrivendoci a indaco@indacoteam,it “Si, lo voglio | Survey Self Management”. Non ci sposeremo, ma saremo insieme in questo percorso per scoprire, anche empiricamente, quali sono le organizzazioni in cui le persone stanno bene! 

E definiremo insieme le modalità di partecipazione! 

 

Non siete ancora pronti ma siete molto curiosi dei risultati della ricerca? Scriveteci sempre allo stesso indirizzo per poterci scambiare interessanti spunti su questi temi!

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